“L’INCONFESSABILE GESTO”

Garullo e Ottocento

2012-2013

Questa non è un’opera contro il papa. Questa non è un’opera contro la Chiesa. Non è un’opera contro il Vaticano.

Questa non è un’opera a favore del papa. Questa non è un’opera a favore della Chiesa. Non è un’opera a favore del Vaticano.

Chiunque leggesse questa opera d’arte attraverso l’ottica deformante della partigianeria politica, che non appartiene ad essa, ne deformerebbe la visione ancor prima della comprensione.

Questa è un’opera d’arte sul papa, sulla Chiesa, sul Vaticano. Noi come artisti ci siamo sentiti stimolati dal fenomeno culturale – mediatico - sociologico nella sua accezione iconografica, ed il tentativo che abbiamo operato è quello di sintetizzare un’epoca, una struttura di potere e di spiritualità,in una immagine. Ci siamo calati nei panni del cronista che registra i fatti, del cantastorie che li narra, infine come artisti vi abbiamo dato forma visiva. Una forma,certo, tra le infinite possibili. La nostra,ovviamente.

* * *

Fondamentale è stata per noi la lettura dei testi di HANS KUNG ( in particolare “Salviamo la chiesa”) e gli scritti del cardinale CARLO MARIA MARTINI.

Tale è il debito intellettuale verso questi autori da entrare nel corpo iconografico stesso dell’opera.

Tra i numerosi saggi storici di esperti vaticanisti ci preme citare Marco Politi e il suo “Joseph Ratzinger – crisi di un papato” .

(Troppo vasto sarebbe l’elenco delle fonti intellettuali, culturali, iconografiche cui ci siamo rivolti nello studio della elaborazione concettuale e creativa di quest’opera.)

IL GESTO

Il Sommo Romano Pontefice è colto nel gesto più umano possibile eppure assolutamente inimmaginabile,impensabile, inenarrabilis se associato al successore di Pietro: coprirsi il volto per la vergogna. O per la disperazione. “Mi vergogno.. I am ashamed” prova “Vergogna e rimorso” dice in più occasioni il papa in relazione agli scandali sulla pedofilia. Ma si dice “ Addolorato e colpito” dallo scandalo Vatileaks. E infine esprime la sua stanchezza nel governo della Chiesa, ormai vista la “ingravescentem aetatem”.

IL VOLTO

Quando improvvisamente ci investe la notizia delle dimissioni del papa, eravamo concentrati sulla espressione del volto ma abbiamo subito capito che non potevamo più usarlo. Non c’era più il papa e poi le sue parole: “..Sarò nascosto alla visione del mondo” ci hanno spianato la strada ad “osare” il gesto sconosciuto in secoli di ritrattistica ufficiale dei papi: il volto nascosto.

Francis Bacon d'altronde lo aveva dissacrato, deformato, scancellato appunto.

LE MANI INGIOIELLATE

La ricchezza, i tesori, le pietre preziose che i papi in generale sfoggiano,e Ratzinger ama in particolare, sono quanto di più assurdamente in contrasto con la povertà del Cristo. San Francesco non docet evidentemente.

LE VESTI

Sia Kung che il Card. Martini usano espressioni analoghe nel descrivere le vesti pontificie, “esibizioni di sfarzo barocco..” nel primo, “le nostre vesti e i nostri riti sono pomposi” nel secondo.

Che contrasto inconciliabile con la nuda e scarna figura del Cristo in croce. L’appariscente che offusca il messaggio vero.

Ma la pesantezza e abbondanza delle vesti rappresentano le sovrastrutture,le incrostazioni del potere temporale e curiale che quasi soffocano e imbrigliano chiunque si trovi ad indossarle.

IL VANGELO SULLE GINOCCHIA

Il gesto inorridito è forse dovuto alla lettura appena fatta di un passo del Vangelo: “..Lasciate che i bambini vengano a me”.

IL CONFESSIONALE

E’ il luogo per eccellenza del segreto. E troppi scandali,troppi delitti sono stati coperti dal segreto,e per troppi anni. Addirittura abusi su bambini avvenuti nei confessionali!

Noi abbiamo utilizzato questo confessionale originale di fine ottocento per rappresentare visivamente ciò che Card. Martini esprime chiaramente: “..La chiesa è rimasta indietro di 200 anni”. La fissità e l’immobilità del tradizionalismo rischiano di essere una prigione strettissima.

Il contrario dell’apertura al mondo proposta dal Concilio Vaticano II.

Infine il suo stile semplice, povero e dimesso rimanda all’idea di una Chiesa delle origini.

MICKEY MOUSE

Topolino è nel nostro linguaggio artistico sempre un elemento incongruo iconograficamente ma assolve al compito di sdrammatizzare la scena. Alleggerisce l’impatto visivo dell’opera e ci ricorda che sempre e solo di opera d’arte si tratta, artificio appunto. In fondo teatro. E come le pantofole nell’opera su Silvio Berlusconi,è un pò la nostra firma.

Concettualmente il peluche è il rimando più naturale all’infanzia. E solo il gesto istintivo,giocoso,innocente di un bimbo curioso poteva disvelare quell’inconfessabile gesto che si consuma nel silenzio,nell’oscurità,del dramma. Tirando a sé quella tendina di porpora sbiadita lo disvela dunque al mondo.

IL TRIREGNO

A terra, su di un ampio panneggio rosso giace il Triregno simbolo del potere temporale dei papi, potere mondano ancora oggi troppo innaturalmente caro al papa,più “monarca assoluto” che semplice pastore. Ma sul prezioso copricapo è infilato un biglietto, una “velina” simbolo dello scandalo Vatileaks. Ogni ulteriore commento è superfluo.

LA CAPPA MAGNA

La cappa magna simboleggia il ritorno a riti,usi e mentalità tradizionalisti pre-conciliari, il conservatorismo che ama rappresentarsi con evidenza. E’ simbolo antico del rango imperiale romano ereditato dai pontefici. Il suo colore rosso è simbolo del martirio. E in questo senso vi abbiamo ricamato i nomi di tutte le persone messe a tacere dal dogmatismo vaticano: “Nel quarto di secolo,in cui Ratzinger guida il Sant’Uffizio,lunga è la lista delle persone inquisite,ammonite,condannate..”. ( Kung, Schillebeeckx, Boff, Fox,Romero, Byrne, Gramick, de Mello.…ma per un esaustivo elenco si rimanda a Matthew Fox “La guerra del Papa” Fazi editore).

IL CARDINALE E IL CONCILIO

Sul lato destro,invisibile allo spettatore, abbiamo posto il libro del cardinale Franz Konig (Der Weg der Kirche ) grande protagonista del Concilio Vaticano II. Se il papa lo avesse ascoltato forse molte cose sarebbero andate diversamente…

LA LOCATION, IL SONORO

Abbiamo scelto per la presentazione di questa opera il palcoscenico di Palazzo Santa Chiara perché già nel nome forte evoca il rimando ad una Chiesa povera e autenticamente evangelica, in una parola francescana. Poi la presenza della Cappella del Transito, il luogo dove morì Santa Caterina da Siena co-patrona d’Europa; la speciale indulgenza lasciata da papa Clemente XIV e infine una antichissima piccola croce scavata nel marmo, tutti elementi così profondamente intrisi di storia, religiosità e simbologia.

Il progetto espositivo si completa infine con il sonoro in filodiffusione di voci di sottofondo che alludono al “chiacchiericcio” con cui il Card. Sodano liquidò le voci che da tutto il mondo si levavano sugli scandali che investivano la Chiesa; e in sovrapposto il discorso in latino con cui Benedetto XVI ha annunciato le sue dimissioni.

foto: Manuela Giusto - Andrea Massarenti

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